Insetti nemici delle piante – seconda Parte

All'interno di questa scheda vengono descritti altri due importanti raggruppamenti di insetti chiave per le notre piante: lepidotteri e ditteri. Vengono anche dati dei consigli utili che possono contribuire al controllo in campo in regime biologico di questi insetti. 

1. LEPIDOTTERI

I lepidotteri sono un ordine di insetti comprendente circa 160 mila specie. Poiché insetti olometaboli, il loro ciclo vitale è caratterizzato da 4 stadi: uovo, larva (o bruco), pupa (o crisalide) ed infine la forma adulta (o immagine): In figura successiva si può osservare la larva (a sinistra) e la farfalla a destra. Per effetto del loro ciclo vitale (olometabolo) la larva e la forma adulta sono totalmente diversi.

Figura 1. larva (o bruco) e forma adulta (farfalla) di un lepidottero.



Da un punto di vista agricolo, i lepidotteri sono dannosi per le piante solo quando allo stadio di larva. Le uova (primo stadio) vengono depositate a piccoli gruppi sulla pagina inferiore delle foglie e da queste nasceranno i bruchi: questi infatti, con il loro apparato boccale masticatore si nutrono del tessuto della foglia.  Una larva molto conosciuta (per i danni che apporta) è la “cavolaia”, cosi chiamata perche si nutre di foglie di cavoli e altre verdure dell’orto (cavoli, ravanelli, rape, cavolfiori..).

1.1 Rimedi naturali contro i lepidotteri

Di rimedi naturali contro questi bruchi ne possiamo menzionare diversi:

  • Uso di polveri a base di farine di alghe (ad esempio questo): queste farine, opportunamente distribuite sulla pianta, mettono in difficoltà l’attività di masticazione degli insetti. Il prodotto indicato e’ il Lithotamnium Calcareum, che è una polvere estratta da una alga calcarea. Oltre alla funzione antiparassitaria già descritta, questo prodotto impiegato nelle coltivazioni, ha altri vantaggi:
    • fitostimolante: questa funzione viene esplicata grazie al contenuto di ormoni e oligoelementi. Si segnala inoltre un alto contenuto di cabonati di calcio e magnesio
    • ammendante e concimante: grazie al contenuto di carbonati, aggiungere questo prodotto ai terreni alcalini, ne favorisce l’abbassamento del pH, e ne arricchisce il contento in calcio.
  • Uso di insetticidi a base di Bacillus thuringensis (esempio questo). Questo è un batterio che vive normalmente nel terreno. Quando ingerito da insetti (come ad esempio le larve di lepidotteri) questo batterio emette delle spore emettendo delle tossine letali per l’insetto ospite. In altri casi, questo batterio determina la paralisi del’ospite.
  • Macerati a base di assenzio (vedi link).

 

2. I DITTERI

All’interno di questo ordine (ordine dei ditteri) esistono circa 120000 specie. Un conosciutissimo insetto appartenente a quest’ordine e’ la mosca. Anche queste sono olometaboli (vedi scheda). Il ciclo vitale degli insetti appartenenti a quest’ordine comprende le seguenti fasi: uovo, larva, pupa e adulto. Per la mosca accade quindi che l’insetto adulto, depone le uova all’interno del frutto (attraverso un ovodepositore). Da queste si svilupperanno le larve (vermi) che si nutriranno della polpa del frutto spesso deprezzandolo. Dopo questa fase, ci sarà la fase di pupa (nel suolo o nel frutto) e poi nuovamente quella di adulto, in cui l’individuo appena formato (adulto) sfarfallerà e inizierà nuovamente il suo ciclo di vita.

2.1 Ditteri dannosi in agricoltura

Fra le specie dannose per l’agricoltura segnaliamo:

  • Mosca dell’olivo (Bactrocera oleae). E’ considerata l’avversità più grande dell’olivo. Un attacco massivo determina infatti un sicuro incremento dell’acidità a carico dell’olio ottenuto dalle drupe, quindi un danno economico notevole per il produttore. I fattori di rischio (quindi le condizioni che favoriscono lo sviluppo di questo insetto) sono:

a – clima umido e cultivar di olivo precoci

b – decorso delle temperature variabili dai 28 ai 32 gradi

c - coltivazione in regime irriguo.

  • Mosca del ciliegio (Rhagoletis cerasi L.). Compie normalmente un ciclo all’anno. Contrariamente alla mosca dell’olivo, lo stadio di pupa si svolge principalmente fuori dal frutto attaccato;
  • Mosca della frutta (Ceratitis capitata W.). A differenza della mosca delle ciliegie, la mosca della frutta, ne compie 6-7 all'anno e diviene quindi particolarmente pericolosa dalla fine di giugno a tutto ottobre attaccando quasi tutta la frutta che matura in questo periodo. Contrariamente alla mosca dell’olivo, lo stadio di pupa si svolge principalmente fuori dal frutto attaccato.



2.2 Metodi di difesa naturale contro i ditteri

Tra i metodi di difesa naturale possiamo ricordare le seguenti strategie:

  • leggera erpicatura nei mesi di marzo - aprile per esporre le pupe nel suolo agli agenti atmosferici e ridurre lo sfarfallamento degli adulti: questo metodo (agronomico) è valido solo per la mosca della frutta e della ciliegia dove la larva viene depositata principalmente nel suolo;
  • uso di reti di protezione (esempio queste) con le quali avvolgere le piante, impedendo così alla mosca di deporre le uova sui frutti. E’ possibile istallarle prima del volo degli adulti e rimosse alla raccolta;
  • uso trappole cromotropiche gialle (esempio queste): questo metodo può essere utile per determinare la presenza dell'insetto (trap test) e valutare l'opportunità di eventuali trattamenti oppure per eseguire una cattura massale ed intensa dei maschi (trap mass). Le trappole vanno montate tra aprile e maggio, in numero di 2-3 ad ettaro per il monitoraggio (trap test) e 20 per la cattura massale (mass trap). Nel caso in cui il trap test indica una presenza notevole di insetti (cioe si supera la soglia di intervento) è possibile utilizzare degli insetticidi autorizzati in agricoltura biologica. Per maggiori dettagli leggi la scheda “agricoltura biologica”.

Leggi la nostra pagina di Trasparenza


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