Insetti nemici delle piante – Prima Parte

All'interno di questa scheda vengono descritti i due principali cicli di sviluppo degli insetti di interesse agrario. Inoltre vengono descritte due grandi famiglie come le cocciniglia e gli afidi. Vengono infine dati dei consigli utili che possono contribuire al controllo in campo in regime biologico di questi insetti. 

1. Principali tipi di insetti di interesse agrario

Prima di descrivere i principali insetti di interesse agrario (cioè quelli che potrebbero avere un impatto notevole sulle nostre colture), è necessario fare una distinzione di base. Gli insetti sono caratterizzati da un ciclo di sviluppo che li vede coinvolti dalla schiusa delle uova fino alla fase adulta. Durante questo ciclo di sviluppo, l’insetto può assumere forme simili (insetti Eterometaboli) o assumere forme diverse (Olometaboli). La distinzione si apprezza meglio nella seguente figura:

Figura 1. Ciclo di sviluppo degli insetti eterometaboli e olometaboli (da www.treccani.it)



Da questa figura appare chiaro come, alcuni insetti come le farfalle (lepidotteri) cambiano integralmente forma durante il loro intero ciclo di vita. Nelle prime fasi sono delle larve (dannose per le piante) fino a diventare delle farfalle nella forma che tutti conosciamo.

1.1 Aleurodidi e Aleurocanthus spiniferus

Gli aleurodidi sono una famiglia di insetti molto dannosi per le piante. All'interno di questa famiglia si segnale l'Aleurocanthus spiniferus (l'aleroide nero degli agrumi), un insetto particolarmente aggressivo per gli agrumi (ma può colpire anche la vite, il pero, diospiro e le rose). Esso fa parte dell’ordine dei rincoti. Una delle caratteristiche di questi insetti è la protezione che le neanidi (stadio giovanile dell'insetto) si creano per proteggersi: questa può di fatto costituire un serio problema visto che la protezione può rendere meno efficaci i trattamenti durante alcuni stadi di sviluppo dell’insetto. Questi insetti prediligono climi caldi e secchi e tendono a svilupparsi sui fusti e sulla pagina inferiore delle foglie: vedi foto successiva. Il range climatico ottimale per lo sviluppo di quest'insetto è tra i 20 e 34 ° C (ottimale 25,6 ° C) e umidità relativa del 70-80%.

Figura 2. Aleurocanthus spiniferus insediate sulla pagina inferiore di una foglia (da stilenaturale.com)

Per soddisfare i propri fabbisogni, questo insetto (le forme giovanili) deve assumere grandi quantità di linfa dalla pianta (per fare questo utilizzano il loro apparato boccale “pungente-succhiante”). In realtà pero, questo insetto è principalmente interessato ad assumere le proteine contenute nella linfa. In tal maniera, assunta la linfa, prelevano da questa le proteine e espellono gli zuccheri attraverso la costituzione di una soluzione acquosa chiamata “melata. Questa quando depositata sulle foglie sottostanti, diviene facilmente luogo di formazione di funghi, fino a formare la cosi detta “fumaggine”:

Figura 3. Pianta di agrumi sottoposta ad un forte attacco di Aleurocanthus spiniferus. Questo insetto per effetto della produzione di melata ha determinato la formazione di una grande quantità di fumaggine.



1.2 Rimedi contro l'Aleurocanthus spiniferus utilizzabili in biologico

Come visto precedentemente, la fumaggine oltre ad essere un segno evidente della presenza di Aleurocanthus spiniferus (in generale la fumaggine può indicare la presenza di Rincoti Omotteri, come Afidi, Aleirodidi e Cocciniglie), diminuisce la capacità di crescita della pianta proprio per questa pellicola che si forma sulle foglie: di fatto si limita la intercettazione di luce da parte delle foglie, diminuendo cosi la fotosintesi clorofilliana. Proprio per questo motivo, uno dei primi rimedi è proprio la eliminazione fisica di questa “pellicola” attraverso (ad esempio) acqua e sapone di Marsiglia: la funzione del sapone è quella di ridurre la capacità respiratoria dell’insetto stesso. In riferimento all’utilizzo di questo prodotto in agricoltura, vano chiariti alcuni aspetti:

  • Il sapone di Marsiglia chimicamente e’ un sale di potassio di acidi grassi biodegradabile con un certo livello di citotossicità: in tal senso, al fine di non “scottare le piante” si consiglia il trattamento durante le ore serali;
  • L’uso del sapone di Marsiglia è ammesso in agricoltura biologica (lo trovate in questa lista sotto il nome di sale di potassio), ed e’ utile per controllare gli attacchi di acari e afidi;
  • poichè questo prodotto è non selettivo, potrebbe danneggiare insetti utili (come le api): quindi se nel consiglia l’uso in periodi di non-fioritura;
  • Se si possiede una pompa a spalla avente capacità di 10 litri, il quantitativo di sapone da utilizzare potrebbe essere di 150-250 grammi (per 10 litri). Per facilitare la solubilizzazione del sapone in acqua potrebbe essere utile prima disciogliere in acqua calda il sapone e poi aggiungere acqua fino a raggiungere i 10 litri.

Per procedere all’acquisto di sapone di marsiglia, si consiglia di seguire questo link.

Un altro rimedio naturale per il trattamento di questo insetto è l’uso degli oli minerali (esempio questo). Questi (spruzzati in una soluzione acquosa al 2%: si consiglia comunque di seguire le indicazioni fornite dal produttore) uccidono gli insetti perche inibiscono la loro attività respiratoria. In fine si raccomanda (come strategia di lotta biologica) che è sempre buona norma cercare di mantenere una biodiversità ecologica che consente ai nemici naturali di controllare l'insetto.



1.3 Gli Afidi

Gli Afidi (o pidocchi delle piante), cosi come i precedenti,  sono una superfamiglia di insetti appartenenti all’ordine dei rincoti.

Figura 4. Pagina inferiore di una foglia attaccata da afidi.

Gli Afidi sono particolarmente dannosi per le piante per i seguenti motivi:

  • Potenziale riproduttivo molto elevato;
  • Sono vettori di virus: per tal motivo, la lotta preventiva agli afidi è obbligatoria nelle attività di vivaismo;
  • Arrecano danno alle piante attraverso delle punture (apparato boccale di tipo pungente succhiante): attraverso queste suggono linfa. Durante questa operazione pero, iniettando contemporaneamente la loro saliva, inducono sugli organi della pianta (esempio le foglie o i germogli) delle deformazioni o degli ingiallimenti: tutto questo determina comunque una diminuzione del potenziale di crescita della pianta. Vedi figura successiva:

.

Figura 5. Deformazione della foglia per effetto delle punture degli afidi.

Va infine detto che, la famiglia degli afidi è molto numerosa: alcune specie sono molto piccole e poco visibili. Appare quindi evidente che i sintomi prima descritti (come deformazioni e ingiallimenti) possono essere chiari segni di presenza di afidi, anche se questi sono poco visibili. Fra le diverse specie di afidi, si ricordano:

  • Afide delle ortive (Aphis fabae)
  • Afide dei fruttiferi (Toxoptera aurantiae)

In caso di infestazioni particolarmente intense, si consiglia di eliminare le parti vegetali interessate. In caso di infestazioni meno intense o per trattamenti preventivi (finalizzate a prevenire gli attacchi), si possono utilizzare dei macerati di ortiche o a base di assenzio.

Leggi la nostra pagina di Trasparenza

2 Commenti

  1. Irrera Gaetano

    i consigli dati sono chiari ed interessanti

    Rispondi
  2. marga

    Già commentato. Comunque avanti così

    Rispondi

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